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About Web 2.0

Gennaio 9, 2008

Moodle: Apprendimento individuale e Costruttivismo sociale.
La nuova frontiera dell’e-learning.

 

2. Moodle: la nuova frontiera dell’e-learning.
2.1 Come nasce Moodle.
2.2 Costruttivismo sociale e basi filosofiche di Moodle.

Risorse

 

 

 

 

Moodle: Apprendimento individuale e Costruttivismo sociale.
La nuova frontiera dell’e-learning.
Nico Micarelli

 

Students will not simply pass through a course like water through a sieve,
but instead leave their own imprint in the learning process.

(Bryn Holmes, “Communal Constructivism” 2001)


Lo sviluppo delle risorse del cosiddetto Web 2.0 ha portato all’introduzione di nuove tecnologie anche nell’ambito dell’insegnamento, in particolare nel campo dell’apprendimento a distanza, o cosiddetto virtuale. La nascita di comunità virtuali di insegnamento, come Moodle, è orientata verso il tentativo di integrazione tra metodologie di apprendimento individuale, quali indipendenza e personalizzazione del percorso didattico, e la dimensione collaborativa e sociale propria delle potenzialità del web 2.0. L’utente contribuisce attivamente alla creazione di un contesto collettivo di apprendimento che prende il nome di LMS (Learning Management System) che favorisce l’interattività con una molteplicità di strumenti e risorse formative, nonché l’interazione con gli altri utenti per la costruzione di un ambiente formativo complesso, stimolante e innovativo.

1. Come si è evoluto l’e-learning.

1.1. Verso l’e-learning 2.0

I cambiamenti intervenuti negli ultimissimi anni nel campo dell’apprendimento virtuale o a distanza, meglio conosciuto come e-learning, sono rintracciabili in elementi che riguardano l’evoluzione delle telecomunicazioni e, in particolare, gli sviluppi legati all’utilizzazione e all’usabilità delle ultime potenzialità del Web. Il Web di nuova generazione, infatti, si sta orientando sempre di più verso l’utente, il quale non è più fruitore passivo di informazioni, bensì autore e creatore dell’informazione stessa. Sono questi gli elementi che hanno portato alla nascita del cosiddetto Web 2.0, termine coniato nel 2004 da O’Reilly Media che comprende social software, wiki, blog, social bookmarking, folksonomy e qualsiasi altra applicazione web che orienti l’utente verso la creazione e la gestione del contenuto multimediale attraverso la pubblicazione e la condivisione dell’informazione.

Il Web non è più una grande libreria da cui attingere informazioni, ma diventa una vera e propria piattaforma in cui l’utente ha la facoltà di trasferire e condividere le proprie conoscenze. C’è un’attenzione maggiore verso il contenuto che non verso la tecnologia.
Lo sviluppo del Web 2.0 è stato favorito dalla diffusione capillare dei collegamenti internet a banda larga e conseguentemente dalla disponibilità e utilizzabilità del collegamento in rete in qualsiasi momento e attraverso una molteplicità di nuovi accessori e tecnologie, come i-pod, note-book, telefoni cellulari. Ne consegue che il tempo passato in rete è sempre maggiore (always on) e soprattutto le attività eseguibili si differenziano sempre di più e riguardano un numero sempre crescente di settori e competenze.
Dopo aver delineato sommariamente questo nuovo panorama mediatico, dobbiamo chiederci in quale misura tali sviluppi hanno condizionato l’approccio al virtual learning.

Se prima l’e-learning prevedeva interventi educativi gestiti esclusivamente dall’alto, oggi la diffusione di nuove tecnologie e ambienti di apprendimento a distanza, quali Moodle, Dokeos, Docebo, Atutor, Blackboard è incentrata sull’aspetto cognitivo, organizzativo, pedagogico, editoriale, e insieme tecnologico dell’informazione. Non è più un sistema orientato verso l’insegnamento, ma verso l’apprendimento (learning).
E-learning non è più inteso come “automazione dell’insegnamento tradizionale” ovvero il trasferimento digitale di materiali didattici e contenuti pedagogici come testi, eserciziari, test di valutazione, ma esso mira alla diffusione dei cosiddetti learning object, ovvero unità autonome di contenuto formativo fruibile all’interno di vari percorsi di apprendimento. Ciò è reso possibile dalle nuove potenzialità del Web e soprattutto tenendo conto dell’influenza che esse esercitano sugli utenti nella ricezione e nell’elaborazione delle informazioni trasmesse. Le nuove tecnologie dell’e-learning 2.0 puntano dunque alla creazione di un ambiente di apprendimento multimediale e collettivo in cui l’utente ha la possibilità di sfruttare la ricchezza di dati, informazioni, idee e punti di vista legati alla dimensione interattiva del social software per poi rielaborarli attraverso i propri strumenti e strategie di apprendimento individuali che caratterizzano il cosiddetto informal learning.

1.2 L’informazione diventa conoscenza.

Il sistema del virtual learning viene utilizzato non solo nel campo dell’università, della scuola o della ricerca, ma anche dalle imprese o da qualsiasi altro tipo di organizzazione per cui l’aggiornamento e l’apprendimento veloce da parte dei propri dipendenti è un requisito essenziale. L’e-learning 2.0 mira alla diffusione di un know-how che si inserisca in un contesto nuovo, interattivo e stimolante e che soprattutto si differenzi dai modelli formativi tradizionali in cui l’utente riceve passivamente l’informazione dall’alto, in favore di nuovi contesti di apprendimento in cui le componenti pedagogiche e organizzative siano strutturate secondo nuovi paradigmi.
L’e-learning 2.0 non soppianta dunque le funzionalità dell’e-learning tradizionale, ma le integra con atri strumenti di collaborazione e interazione quali a esempio l’LMS (learning management system), ovvero una piattaforma virtuale collettiva in cui l’utente non si limita semplicemente a scaricare o archiviare informazioni, ma diventa autore e creatore di nuovi contenuti.

Ci sono inoltre i forum, le chat e le aree di discussione che consentono il confronto diretto e immediato fra i vari utenti. La condivisione delle informazioni tra utenti che abbiano un obiettivo comune, appartenenti dunque a una stessa comunità virtuale di apprendimento, consente di avere a disposizione una quantità notevole di informazioni consultabili e scaricabili, ma soprattutto permette all’utente di rielaborare e strutturare i materiali didattici in base ai propri principi di apprendimento personale e individuale.

Se l’e-learning di vecchia generazione era più orientato verso la diffusione della conoscenza esplicita e formale, l’e-learning 2.0 mira alla cosiddetta conoscenza tacita, ovvero quella serie di processi cognitivi e di apprendimento che l’individuo sviluppa spontaneamente e individualmente in base alla propria esperienza personale.
Potremmo concludere, quindi, affermando che l’e-learning si sta orientando sempre di più verso l’utente, verso i processi individuali di apprendimento (informal learning) e verso il Knowledge Management (KM). Quest’ultimo è finalizzato a far emergere le conoscenze proprie di ciascun utente e a metterle a disposizione della intera comunità di apprendimento con lo scopo di creare un ambiente formativo stimolante, comune e interattivo, concentrandosi sulla dimensione tecnologica, organizzativa ed ecologica. Lo strumento tecnologico dunque non è solo il mezzo per trasferire all’allievo materiale didattico e informazioni, ma rappresenta una vera e propria risorsa a disposizione dell’utente stesso. L’integrazione tra formazione online e knowledge management deve quindi essere accompagnata da un’attenta valutazione del contesto situazionale e collettivo di riferimento, che presuppone di volta in volta una differenziazione nelle modalità di progettazione e trattamento dei contenuti.

2. Moodle: la nuova frontiera dell’e-learning.

2.1 Come nasce Moodle.

Moodle, acronimo che sta per Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment, è una piattaforma web open-source impiegata nell’e-learning e nell’insegnamento a distanza, non solo nell’ambito delle università, ma in qualsiasi tipo di organizzazione che abbia lo scopo o l’esigenza di diffondere un certo tipo di conoscenza all’interno di una comunità di utenti ben definita.
Progettato da Martin Dougiamas durante il suo PhD. alla Curtin University of Technology di Perth, Moodle è stato concepito secondo un approccio socio-costruttivista nell’ambito dell’insegnamento a distanza. Moodle si serve di un linguaggio di scripting PHP (hypertext Preprocessor) e, essendo un software open-source, permette un accesso completo al codice sorgente e consente di apportare modifiche allo stesso.

La configurazione modulare consente di gestire facilmente i contenuti, di organizzare e creare corsi e attività formative da parte dell’insegnante. Oltre alla preparazione formale di un corso attraverso l’upload di materiali didattici e di consultazione, che sono articolati secondo collegamenti ipertestuali e possono essere costituiti da file sia di testo che multimediali, Moodle offre molteplici potenzialità per quanto riguarda, per esempio, la somministrazione di test di autovalutazione, quiz, o per l’assegnazione di compiti oggetto di valutazione.
L’elemento più innovativo del sistema e-learning 2.0 è la possibilità di utilizzare chat, aree di discussione (forum) che consentono agli studenti di instaurare un rapporto di collaborazione didattica tramite lo scambio asincrono di informazioni, idee, pareri. La partecipazione ai forum costituisce parte integrante dell’attività formativa in quanto contribuisce a creare un panorama di apprendimento vasto e complesso, in cui ogni partecipante apporta il suo contributo formativo.
Altre funzionalità riguardano la creazione di glossari per i termini utilizzati nei vari corsi, i diari in cui gli studenti possono esprimere le proprie impressioni e ottenere un feedback da parte dell’insegnante, le etichette che consentono di aggiungere commenti o immagini in qualsiasi area della home page, i sondaggi che permettono una consultazione generale degli utenti relativamente a un certo argomento e infine i workshop ovvero laboratori pratici in cui gli studenti possono sottomettere i propri lavori in diversi formati, consultare liberamente l’operato degli altri utenti e ottenere un feedback in tempo reale da parte dell’insegnante.
Un aspetto importante di Moodle e dell’e-learning 2.0 è la possibilità da parte dell’insegnante di gestire in maniera semplice e sistematica le informazioni relative ai singoli partecipanti: Moodle consente di registrare sia la frequenza degli accessi da parte di ciascun utente che il caricamento di file esterni.
La funzionalità calendario consente di informare gli studenti su eventi, iniziative e possibili modifiche di programma e orario.
L’insegnante può applicare diverse scale di valutazione per ogni compito, quiz o workshop, che di solito assumono un valore tra 1% e 100%, con l’aggiunta di altri parametri di giudizio a discrezione dell’insegnante stesso. Le valutazioni possono inoltre essere visualizzate liberamente da ogni studente nell’ambito del proprio account.
All’interno di un contesto tecnologico così variegato e complesso, si colloca l’attività dello studente che nelle vesti del suo avatar può navigare liberamente all’interno di uno spazio di apprendimento virtuale e può organizzare la sua formazione in maniera modulare e moodolare, a seconda delle proprie strategie educative e organizzative.

2.2 Costruttivismo sociale e basi filosofiche di Moodle.

Come è stato detto precedentemente Moodle si basa su una concezione costruttivista dell’insegnamento. Ma cosa si intende per costruttivismo e quali sono le novità che esso apporta all’e-learning e quindi nell’ambito delle applicazioni didattiche?
Il costruttivismo può essere considerato una sorta di cognitivismo di seconda generazione che progressivamente si è sostituito ai modelli tradizionali di diffusione della conoscenza, e in particolare al cognitivismo HIP (human information processing) che negli anni sessanta e settanta considerava l’uomo, e in particolare i processi cognitivi, in maniera piuttosto semplicistica. I processi di apprendimento venivano riassunti secondo una logica di mera elaborazione di dati e informazioni indipendentemente dal contesto biologico, fisico, sociale e tecnologico all’interno del quale il soggetto si trova ad agire.

Le nuove teorie nell’ambito dell’apprendimento si rivolgono alla dimensione interpersonale, al confronto dialettico e alla ricerca del significato. È questa la novità apportata dal costruttivismo all’interno dell’apprendimento, in particolare dalle teorie sul costruttivismo socio-culturale elaborate da Vygotskij e Leont’ev.
I concetti chiave alla base del costruttivismo possono essere sintetizzati in tre punti:

  • Le realtà sono soggettive e dipendono dall’attività dell’osservatore
  • La conoscenza va intesa come processo di costruzione attiva da parte del singolo che instaura all’interno di una comunità un rapporto di interazione, collaborazione e scambio di informazioni con gli altri membri.
  • Soggetto e contesto sono legati interattivamente.

Vygotskij ha elaborato il concetto di zona di sviluppo prossimale ovvero quella zona cognitiva all’interno della quale l’individuo riesce a svolgere determinati compiti soltanto grazie al sostegno di un altro individuo, o attraverso la collaborazione con un suo pari più capace. Quando il soggetto interagisce con gli altri attraverso il linguaggio, si appropria di nuovi strumenti cognitivi per cui svilupperà una capacità maggiore nel risolvere autonomamente problemi analoghi a quelli affrontati collettivamente.
Moodle sfrutta quelle che sono le teorie costruttiviste applicandole nell’ambito dell’e-learning costruendo un nuovo quadro di riferimento pedagogico in cui il soggetto è protagonista del proprio processo di apprendimento. A differenza di un approccio di tipo tradizionale tipico dell’e-learning di prima generazione, in cui il fulcro dell’attività didattica è l’insegnante, l’e-learning 2.0 mira alla costruzione di un complesso contesto educativo , in cui l’individuo si muove adottando le proprie strategie per un apprendimento autonomo, interiorizzato e informale.

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Risorse:

Impazza l’e-learning 2.0 di Eva Perasso.
Oltre l’e-learning, verso la società della conoscenza di Gianna Martinengo.
Moodle: an open source learning management system di Aditya Nag.
Il costruttivismo sociale di Marianna Del Prà.
Learning object: storia di un oggetto in mutamento di Valentina Tiracorrendo.